La storia del tabacco, del fumo e delle sigarette
Il tabacco fu portato in Europa come souvenir e la pianta venne ritenuta da alcuni studiosi dell'epoca una pianta medicinale o dai poteri inebrianti visto che il fumare provocava agli indigeni stati di ebbrezza e incoscienza.
Il tabacco venne introdotto in Spagna nel 1559 (anche se con il 12 Ottobre 1492 con la scoperta dell'America fatta da Cristoforo Colombo si viene a conoscenza del tabacco).
Si diffuse a livello diplomatico in tutto il continente quando l'ambasciatore portoghese Jean Nicot fece omaggio a Caterina de Medici non solo delle foglie ma anche dei semi delle piante che venne denominata dal nome di Nicot "Herba nicotina".
Il Tabacco quindi arriva in Europa successivamente alle esplorazioni di Colombo, come moda stravagante e riservata a pochi.
Le prime informazioni sul fumo di tabacco si trovano nella ¨Storia Generale delle Indie¨ di Bartolomeo de la Casas, il quale scriveva «.gli Indiani mischiano il fiato con il fumo di un'erba chiamata ¨petum¨ e soffiano come dannati». Il ¨petum¨, detto anche ¨tabago¨, veniva annusato, masticato o fumato in pipe di pietra rossastra.
In realtà, far ardere il tabacco aveva un valore religioso per i Maya e i Pellirosse, significava rendere omaggio al Dio Balan, il Dio dei quattro venti che accendeva il cielo con lampi e nuvole.
Tutte le testimonianze pervenute sono concordi nell'affermare che per gli indiani «.inghiottire fumo prende più tempo che lavorare».
Nel 1565 Walter Raleigh, scopritore della Virginia, venne decapitato a Londra per avere portato un carico di tabacco e pipe e un indiano come "istruttore".
In Italia arriva nel 1579 dai Cardinali Santa Croce e Tornabuoni.
Nella pittura molti artisti cominciarono a scegliere come soggetto il tabacco: un esempio è il fumatore di un quadro del '600 di Adriaen Brower e piu tardi i fumatori di Van Gogh e di Cézanne.
Già nel 1600 Inghilterra, Francia ed altri Stati costituirono i monopoli e nel 1604 Giacomo I di Inghilterra smentì pubblicamente le proprietà terapeutiche della sostanza. Nel 1611 nell'Impero ottomano i fumatori venivano trascinati alla gogna per le vie della città. Nel 1628 in Iran ad alcuni mercanti di tabacco vennero pubblicamente tagliati il naso e le orecchie. Nel 1634 in Russia i fumatori venivano scudisciati e condannati a morte se recidivi. Nel 1638 in Cina a chi fumava veniva tagliata la testa. Nel 1642 Papa Urbano VIII scomunicò tutti i fumatori.
Nel 1650 alla corte di Savoia si balla "il ballo del tabacco". Nel 1660 l'Inghilterra sottopose a tassazione il tabacco. Nel 1674 la Francia istituì il monopolio di stato per il tabacchi. Nel 1689 Pietro il Grande, fumatore di pipa, liberalizzò l'uso del tabacco in Russia.
Nel 1700 anche le donne iniziano a fumare ed alcune dame fondarono l'ordine della Tabacchiera. Nacque la sigaretta. Vi si legge: "Noi Cavalieresse dell'Ordine della Tabacchiera, dichiariamo di non aver trovato fino ad oggi nulla all'infuori del tabacco degno di farsi amare costantemente da noi. Il tempo ci fa trovare dei difetti nei nostri amanti, dell'ingratitudine nelle nostre amiche, del ridicolo in una moda che noi cambiamo 4 volte all'anno. Solo il tabacco noi troviamo degni di essere amato".
Nel 700 infine gli si ritenevano qualità medicamentose: era decisivo per combattere la peste, le ulcere gastriche e le polmoniti erano purificate con dense nuvole aspirate nella cassetta toracica; le piaghe perdevano la loro virulenza dopo essere state affumicate; gli epilettici ritrovavano un equilibrio dopo robuste pipate. Non parliamo poi dei piccoli malessere, tipo emicranie, capogiri, nausee; le carie dentarie erano poi intossicate dal fumo.
Anche nella musica troviamo qualche riferimento al fumo. Johan Sebastian Bach compone un Lied in onore del fumatore.
Si può ricordare che lo "smoking" era una giacca che veniva data dall'ospite ai suoi invitati, quando si ritiravano in una sala apposita, dopo cena, a fumare; siccome l'odore del tabacco poteva dare fastidio alle donne o a chi non fumava, i gentlemen si ritiravano in questa sala, infilavano la giacca, fumavano e successivamente rientravano presso gli altri convitati rimettendo la propria giacca.
È stato il 1800, con la comparsa delle prime macchine, a facilitare il trapasso dalla pipa, dal masticare e fiutare il tabacco, alla sigaretta, piu pratica e aderente alla moda che cambiava.
Gli abiti si stavano riducendo all'essenziale, scomparivano le capaci tasche dove porre tabacco e accessori.
La guerra civile americana (1861-65) introduce un tipo di sigarette fatte di tabacco americano, di colore chiaro, più aromatico e più dolce. Ancora una volta la guerra mise l'economica sigaretta nelle mani dei soldati, prima dei confederali, poi di quelli dell'unione. Dopo aver provato qualche sigaretta con questo insolito tabacco, i nuovi fumatori sentivano l'impellente necessità di fumare di nuovo. Pertanto l'industria delle sigarette aveva generato un nuovo e potente vizio. Il successo della sigaretta fu talmente rapido che già nel 1868 venne fondata l'Associazione francese contro l'abuso del tabacco.
Ben presto i commercianti di tabacco ebbero l'idea di servirsi di annunci pubblicitari per attirare nuovi clienti. Una macchina brevettata da James Bonsak nel 14 settembre 1880 sfornava 100000 sigarette in serie al giorno e contribuì a tenere bassi i prezzi, mentre foto di divi dello sport e di ragazze sorridenti resero popolare tra il pubblico maschile l'immagine della sigaretta.
Secondo lo storico Robert Soliel i due metodi più importanti per diffondere il consumo di sigarette sono stati la pubblicità e la guerra.
Coloro che si erano convertiti al fumo da soldati, divennero buoni clienti anche dopo la guerra. La pubblicità fece sì che gli americani continuassero a comprare sigarette anche durante e dopo la depressione economica del 1929. Furono stanziate somme colossali (circa 75.000.000 di dollari del 1931) per la promozione delle sigarette come aiuto per mantenersi snelli, come alternativa ai dolciumi; film che esaltavano dive fumatrici, come Marlene Dietrich, contribuivano a creare un'immagine sofisticata che colpì anche le donne.
Così nel 1939, alla vigilia di un'altra guerra mondiale, le donne americane si unirono agli uomini nel consumare 180 miliardi di sigarette.
Quando scoppiò la II guerra mondiale, di nuovo i soldati ebbero le sigarette gratis. Nell'Europa postbellica ad un certo punto le stecche di sigarette sostituirono la valuta nel mercato nero.
Negli ultimi venti anni, compresi i rischi elevati di insorgenza di patologie afferenti a diversi organi (causati anche dal fumo passivo: agli inizi degli anni ottanta un giapponese, Takeshi Hirayama, pubblicò uno studio statistico che dimostrava che in un campione di 50.000 donne sposate, le mogli dei fumatori pur non essendo fumatrici si ammalavano di cancro del polmone con frequenza doppia delle mogli dei non fumatori) sono state scatenate molte battaglie ai fumatori e alle case produttrici. Così, cause miliardarie sono state mosse, e vinte, a danno delle Aziende produttrici di sigarette e leggi severe sono state promulgate per limitare il danno passivo nelle persone che preferiscono non fumare.
LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO
La coltivazione del tabacco inizia con la semina dei suoi piccolissimi semi, infatti in un grammo ne possiamo contare 2000.
Essi vanno messi in semenzaio cioè in un luogo apposito alla nascita delle piantine, che rappresenta una serra sia calda che umida.
In questo luogo vengono deposti intorno al 10 marzo di ogni anno, mentre verso il 1 maggio e i giorni seguenti spunta un esile piantina dal terreno.
Quando sono alte circa 15 cm. e presentano piccole foglie, avviene un "trasloco" in un campo, diviso in file distanti 1 metro una dall'altra e le piantine vengono poste ad intervalli di 50 cm. in fila.
Appena situate nel nuovo terreno devono essere innaffiate una per una e attorno ad esse deve essere tolta l'erba.
Quando il tabacco è alto 40 cm. si effettua una concimazione in copertura a base di azoto, e quando raggiunge i 150 cm., la pianta emette il fiore e quindi, per evitare che esso ostacoli la crescita delle foglie, si versa un olio diluito ad acqua, facendolo gocciolare sulla parte più alta della pianta in modo che muoiano i germogli.
La raccolta delle preziose foglie avviene nel periodo di fine luglio e inizio agosto, nel quale si sottraggono alla pianta le foglie basali (3 foglie alla base), più tardi un gruppo di foglie mediane (5 foglie situate sulla parte centrale del gambo ligneo) e verso settembre quelle apicali (situate in alto).
Tutte le foglie raccolte vengono poi essiccate in un forno (come la "Virginia Brite") per 3/4 ore, oppure in modo naturale e cioè appese ad un filo all'interno di capannoni e per questa essiccazione occorrono due mesi (ad esempio per le piante "Avana e Bradisher").
Dopo questi due mesi le foglie di tabacco, ormai secche vengono tolte dai fili nei giorni di nebbia o di umidità per evitare che si frantumino e viene deposto in scatoloni di cartone che, pieni pesano circa 1 quintale.
Verso la fine dell'anno queste grandi confezioni sono consegnate alle cooperative che lavano le foglie e fanno una cernita e cioè una scelta delle migliori fino alle più scadenti e le portano alle fabbriche che poi provvedono alla produzione delle sigarette.
Per le pipe e i sigari servono tabacchi più "forti" e più "scuri", per le sigarette più "leggeri e chiari".
Questa pianta, oltre alla nicotina, contiene catrame, infatti le persone che ne attendono la raccolta si sporcano di questa sostanza scura e appiccicosa.