Il fumo delle sigarette e del tabacco e le donne

 

 

Per le donne è importante smettere di fumare al più presto.

Nei monasteri di clausura del XVI secolo si davano ai giovani novizi grandi quantità di tabacco al fine di ottenere una specie di assopimento dei desideri sessuali.

Secondo una recente ricerca americana, le donne sono più predisposte ad ammalarsi di tumore del polmone rispetto agli uomini, benché fumino meno sigarette e aspirino meno profondamente. Basti pensare che le morti per neoplasia polmonare tra le donne hanno registrato, tra il 1974 e il 1994, un incremento del 150% rispetto al 20% degli uomini. Questa tendenza aumenta con l'aumentare del fumo tra le adolescenti, di cui già il 25% fuma.

Le donne costituiscono ormai quasi la metà di tutti i casi di tumore del polmone e dal 1987 ne sono morte di più per questa patologia che per il tumore alla mammella. Paradossalmente, mentre l'incidenza complessiva dei tumori sta diminuendo fra le donne, quella del cancro del polmone è in continua crescita così come per il tumore o il cancro al seno: si stima che quest'anno ne moriranno circa 15-20.000 solo in Italia!

Sfortunatamente la maggior parte delle donne sa molto poco circa la malattia, i segni premonitori o le effettive nuove possibilità di cura. Dice Diane Blum, direttrice esecutiva del Cancer Care, la più antica ed importante organizzazione che si occupa della lotta contro il cancro: ¨Le donne, sono estremamente disinformate sul più grave cancro di fronte al quale ci troviamo; devono conoscere il rischio cui vanno incontro, soprattutto se sono fumatrici abituali od occasionali¨.

Nelle fumatrici il rischio di una gravidanza extrauterina è oltre il 45% rispetto alle non fumatrici. I motivi di maggiore pericolosità sono da ricercarsi nel danno ormonale, specialmente sugli estrogeni, che il fumo determina nella donna. Gli estrogeni influiscono sugli organi genitali femminili, sul ciclo mestruale, ma anche sul metabolismo e sul sistema immunitario, costituiscono insomma lo scudo ormonale della donna; perciò quando questo viene rovinato dal fumo avviene un calo del livello di estrogeni e aumenta la possibilità di contrarre malattie.

La capacità di concepire delle donne fumatrici per ogni ciclo è di circa un terzo più bassa rispetto alle non fumatrici ; le cellule uovo delle prime rimangono in uno stadio immaturo con frequenza maggiore rispetto alle donne non dedite al fumo. Il rischio di morte in culla del bambino aumenta di 7 volte per le madri che hanno fumato un pacchetto di sigarette al giorno durante la gravidanza.

Il fumo in gravidanza è stato messo in relazione anche con la morte improvvisa del bambino nell'utero materno. Alcuni studi affermano che i figli di fumatrici possono avere più difficoltà di apprendimento a scuola, che tendono a manifestare reazioni allergiche con frequenza e che corrono grossi rischi rispetto alla probabilità di contrarre una patologia coronarica in età adulta.

I componenti del tabacco attraversano la placenta e danneggiano facilmente il feto, causando un rischio maggiore di malformazioni e di nascita di un bambino morto, di morte del bambino o di un bambino di peso inferiore alla normalità, inoltre influenza il decorso della gravidanza aumentando le possibilità di un parto prematuro o addirittura di aborto.

Una concreta possibilità di cura però esiste. Recenti progressi nella terapia hanno incrementato la percentuale di sopravvivenza, raddoppiando il numero di guarigioni negli ultimi trent'anni e migliorato significativamente la qualità di vita delle pazienti. La diagnosi precoce è cruciale: se individuati in tempo molti dei tumori del polmone possono essere guariti.

Ma cosa fare in concreto? Innanzitutto smettere di fumare. In secondo luogo, se si è a rischio, pretendere una diagnosi precoce ed un'assistenza e monitoraggio costante ed accurato.